Parrocchia Madonna dei Fiori

Salve,
O Regina dei Fiori!
Salve,
O Nostra Corredentrice!

Chiesa Madonna dei Fiori

Benvenuti nella
Parrocchia
Madonna dei Fiori

Istituita Parrocchia nel 2019 con la nomina del nuovo Parroco, Don Salvatore Albano, raggruppa i fedeli di una larga porzione del territorio bordigotto.

Non perdete I Prossimi Eventi

Presepe
08 DIC

Inaugurazione nuova apertura Presepe dei Fiori

Via Arca di Noè, 27, Bordighera 9:00 - 19:00

Visitate la pagina dedicata per tutte le informazioni.

Catechesi

Adorazione Eucaristica in Riparazione

Via Arca di Noè, 27, Bordighera Giovedì 18:45

Tutti i Giovedì alle ore 18.45 dopo la S.Messa Adorazione Eucaristica in riparazione a tutti gli oltraggi, i sacrileghi e le indifferenze fatte a Gesù Eucarestia, per la conversione dei sacerdoti e per ottenere sante vocazioni.

Se, dopo aver ascoltato il video qua sopra, pensi di poterlo riprodurre, perché non vieni ad animare le nostre liturgie?

C’è qualcuno che desidera, oltre che suonare per gli uomini o per se stessi, rallegrare anche il proprio Dio?

CONTATTACI!

In Primo Piano

Intervista al vescovo Suetta: «Aborto, basta tabù: abrogare la 194»

«C'è assuefazione all'aborto, molti cattolici pensano che ormai la battaglia sia persa. Invece i tempi sono maturi per superare il tabù dell'abrogazione della legge 194». Intervista al vescovo di Sanremo, Antonio Suetta, alla vigilia della 43esima Giornata per la vita. «I partiti cercano il consenso, ma se la Chiesa non insiste sulla vita in prospettiva evangelica è difficile che il politico individui il bene comune». La solidarietà al prete "linciato" per il paragone tra aborto e Olocausto: «Ha ragione, il suo è come un martirio, la persecuzione ideologica è l'ostracismo assoluto».

Ecco il testo del messaggio del vescovo Antonio Suetta per la giornata della Vita che si terrà domenica 7 febbraio:
Scarica il PDF

Autocertificazioni - Nuova Ordinanza

Nonostante le nuove restrizioni previste dalla normativa nazionale, non si dà alcuna limitazione all’apertura dei luoghi di culto e allo svolgimento delle celebrazioni.
Pertanto è garantita la CELEBRAZIONE EUCARISTICA, invitando i fedeli a compilare il modello per l’autocertificazione, al fine di velocizzare eventuali operazioni di controllo.
Nell’autocertificazione è necessario specificare (alla voce “altri motivi ammessi dalle vigenti normative…”) che lo spostamento è determinato dalla “partecipazione alla Messa delle ore…”. A tal fine si allega il modulo specifico idoneo anche per recarsi presso una Chiesa situata fuori dal proprio Comune di residenza.
È garantita altresì l’APERTURA DELLE CHIESE per la preghiera personale. Per recarsi in una Chiesa al di fuori del proprio comune di residenza fuori dall’orario di Messa sull’autocertificazione si scriva la motivazione “visita a luogo di culto”.

Per sapere quali sono le norme in vigore in ogni momento, visitate il sito Posso uscire?

Scarica qua il modello autercificazione per Messa.
Scarica qua il modello autercificazione generico.

La vera storia di Santa Claus che divenne Babbo Natale

Chi è davvero Santa Claus?
Ha la barba bianca ed è vestito di rosso perché è vescovo. Non viene dal Polo Nord, ma dalla Turchia. I suoi aiutanti non sono elfi, ma angeli!
Il suo nome è Nicola, che nei vari passaggi diventa Claus. E' un santo, e viene festeggiato il 6 dicembre.
La sua storia inizia quasi 2000 anni fa.
Come si arriva al mitico distributore di doni?
Una leggenda narra che S. Nicola donò di nascosto dell’oro a un vicino di casa, caduto in disgrazia, per evitare che facesse prostituire le figlie. Secondo altre versioni l’oro, lasciato cadere dal camino, sarebbe finito in alcune calze appese ad asciugare. Da questo racconto deriverebbe la tradizione di fare regali ai bambini nel giorno di S. Nicola e di appendere le calze al caminetto. Sicuramente Nicola è uomo di grande carità e quando i genitori muoiono distribuisce tutti i beni della sua famiglia ai bisognosi. Raccontiamo ai bambini la vera storia di Santa Claus e ricordiamoci che non c'è Natale senza donare gratuitamente, nell'attesa del vero Dono.

Il Papa indice l'“Anno di San Giuseppe”

Con la Lettera apostolica “Patris corde – Con cuore di Padre”, Francesco ricorda il 150.mo anniversario della dichiarazione di San Giuseppe quale Patrono della Chiesa universale. Per l’occasione, da oggi all’8 dicembre 2021 si terrà uno speciale “Anno di San Giuseppe”.

Messaggio per l’Avvento di Carità 2020

“VOI SARETE NELLA TRISTEZZA,
MA LA VOSTRA TRISTEZZA SI CAMBIERÀ GIOIA” (GV 16, 20)
Messaggio del Vescovo Antonio per l'Avvento di Carità

Lettera Pastorale del Vescovo Antonio - "Uscite e costringeteli ad entrare"

Nella mattinata di giovedì 15 ottobre presso Villa Sorriso in Bordighera sono ripresi gli incontri di formazione permanente per il clero diocesano con il vescovo Antonio Suetta. Dopo la preghiera dell’ora media e il saluto del vicario generale, monsignor Antonio Arnaldi, che ha illustrato il cammino dell’anno con le dovute attenzioni alla situazione di pandemia che stiamo vivendo, il vescovo ha presentato ufficialmente la sua lettera pastorale 'Uscite e costringeteli ad entrare' i cui contenuti ritiene utili non solo per il ministero parrocchiale ma anche per la spiritualità personale dei sacerdoti e dei diaconi. 'In un contesto di difficoltà nell’annuncio possiamo avvertire una frustrazione personale e un senso di scoraggiamento che alla fine ci può rendere complici, anche se involontari, del clima di impoverimento della fede'. Il clima culturale che è ostile alla visione cristiana viene descritto nelle pagine iniziali. Suetta esamina la prospettiva del dialogo che inteso in senso sociologico è una realtà vera della relazioni umane positive ma nella visione dottrinale deve rispettare che l’identità della fede cristiana ha un senso esclusivo che non può essere contrattato: 'Non siamo in una bancarella dove la gente passa e sceglie nel mercato delle religioni quello che preferisce al momento'. La lettera non demolisce il dialogo ma lo colloca nella giusta prospettiva dello strumento e non di un mero fine per conseguire una pacifica convivenza dove ci si limita a stare tutti insieme senza che alcuna voce più si distingua. 'Non possiamo pensare che il clima di distensione tra tutte le parti sia il raggiungimento del nostro annuncio'. Come non è possibile intendere la missione in misura riduttiva: 'Siamo tutti d’accordo che condividere un’opera di solidarietà compiuta da tutti, credenti e non, è una cosa buona e giusta: soprattutto perché fa incontrare in una positiva visione dell’uomo; ma non posso ridurre l’annuncio a questo solo ambito della vita'. Commentando altri equivoci di un debole modo di concepire il dialogo il vescovo cita l’ambiente: realtà che non può non essere cara all’uomo di fede come il Santo Padre Francesco ha ben spiegato nell’enciclica 'Laudato Sì': 'Ma se questo amore per la natura intende personalizzarla diventa sbagliato. Non solo verso Dio e l’uomo ma verso la natura stessa che non è una interlocutrice diretta nostra, non è un idolo senziente verso cui rivolgerci'. In questo contesto risuona forte il titolo della lettera: 'Costringere ad entrare non vuole invitare a violare la libertà degli altri, ma anzi ad amplificarla. A fare l’impossibile per risvegliare le coscienze dal clima di sonnolenza della morale e dell’intelligenza. Si tratta di andare a prendere chi vive immerso in questo clima putrido per portarlo alla luce della Verità di Cristo'. Nella seconda parte della relazione monsignor Suetta ha declinato i modi in cui distinguersi dalle mentalità delle mode del mondo negli aspetti concreti del ministero sacerdotale: dall’organizzazione e dallo stile dei concerti nelle chiese al modo in cui si predica nei funerali; tante situazioni dove sembra che il consenso delle persone interessate superi il valore del messaggio che deve passare. 'Non è possibile che le regole siano sempre messe in discussione per le cosiddette motivazioni pastorali o per un atteggiamento di un accompagnamento che però non approda mai da nessuna parte. Certamente ci sono delle modalità di preparazione e di avvicinamento all’annuncio della fede: ma queste non possono essere pensate come sostitutive e risolutive né da noi, né da chi le riceve'.

La Chiesa che c’è: con il Vescovo Antonio

Nell'ambito del progetto di comunicazione online #lachiesachecè (nato all'inizio del lockdown per mostrare tutti i modi in cui la Chiesa si è fatta "prossimo" anche durante la pandemia e apprezzato da media come Vatican News, Radio Vaticana e Avvenire, che a suo tempo hanno segnalato l'iniziativa), è nata #iVescoviParlano, una nuova rubrica online per dare voce ai Vescovi su temi generali e d'attualità, realizzando così l'invito di Papa Francesco di partire dalle periferie e far sentire la prossimità dei suoi pastori ad un gregge spesso disorientato dalla narrativa corrente
Lo scopo è far arrivare il vero messaggio della Chiesa (ora sovente distorto e quindi mal compreso) e mostrare bellezza, bontà, convenienza della proposta cristiana (la vera "opzione positiva", come diceva BXVI) all'uomo di oggi.
Il tutto a partire dai temi attuali (a cominciare dal Covid: quali lezioni dall'esperienza della pandemia - il bene comune come fine morale - il valore di ogni vita contro la cultura dello scarto - come "non uscirne peggiori"), ma anche tornando sulle questioni ora dimenticate (a cominciare dalla difesa della sacralità della vita) che però sono il punto di partenza per costruire un mondo davvero umano.
A cura di Martina Pastorelli.

Questa settimana - ogni giorno a partire dal 20/10 - sui canali di #lachiesachecè e sul sito diocesano di Ventimiglia - San Remo l’intervista a puntata sui temi dell’attualità ecclesiale e civile fatta da Martina Pastorelli a mons. Antonio Suetta.

Intervista a Monsignor Antonio Suetta

Non c’è nessun vuoto normativo che giustifichi una legge sull’“omotransfobia” perché già «l’ordinamento italiano prevede che quando una persona viene lesa o discriminata per qualsiasi ragione la magistratura può intervenire». «Questa legge è un espediente… L’obiettivo più profondo è teologico, corrisponde alla ribellione di Satana al disegno di Dio. Dal punto di vista dei poteri mondani, lo smantellamento della famiglia apre la porta a qualsiasi manipolazione». Così la libertà della Chiesa è minacciata, ma il cristiano deve annunciare Gesù, «che è capace di accogliere l’uomo e di trasformarlo».